rincasava sempre più tardi. errava per quella stretta strada umida di muffa finché il suo cappotto nero non brillava di brina. il freddo tagliente di dicembre lo faceva sentire vivo e mai nella sua vitalità, avrebbe rinunciato a quelle lunghe ore pomeridiane lungo via cassandra. no vetrine, neon luminosi nè vociare di negozianti e consumatori. manca anche l'asfalto, il comune dice che l'area non costituisce luogo di passeggio. cassandra è lasciata lì, in fondo al corso, fra piccole case medievali dimenticate a sé stesse e al paese. il sindaco l'altr'anno voleva ristrutturarla ed assimilarla, cosi diceva, alla vita cittadina; diceva fosse giusto ridare visibilità a quel pezzo di storia. peccato per lui che cassandra resista ancora allasua natura. solo 200 metri di abbandono prima della grande festa luminotecnica del natale; le meraviglie delle merci, dei passanti, lo spendore sempre uguale degli allestimenti. cassandra osserva immutata e silenziosa la mirabolante baraonda borghese del natale.oltre sè stessa, dall'altro lato, apre immensa la campagna di colline e cielo, cielo e colline e ancora colline. campagna anarchica per giovani coppiette in cerca di intimità. "l'amore si fa nella natura, da dove viene e sempre torna", è la scritta anonima incisa su un grosso masso di travertino lasciato sulla soglia di cassandra prima di aprirsi all'immenso creato.
il guardiano di quella pace millenaria,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

